Da quest’anno, nel circuito WPT, è stato introdotto il punto de oro, quello che in tanti tornei nei club in Italia viene definito killer point, il punto decisivo sul 40 pari, con la coppia che riceve che può scegliere il lato di risposta al servizio. Questa scelta aumenta la tensione e rende il gioco più adrenalinico oltre che i tempi più brevi, condizioni essenziali per garantire maggior spettacolo a livello televisivo.
Con questo nuovo sistema chi è più favorito?
Come per ogni cosa ci sono diverse linee di pensiero al riguardo.
A livello WPT c’è chi dice che dal punto di vista tecnico avvantaggerebbe la coppia meno forte, perché basta un punto e non due, per chiudere il game.
In realtà chi è favorita è la coppia più forte, perché la differenza tra i primi in classifica e gli altri giocatori la fa proprio l’aspetto mentale/tattico. I giocatori al vertice della classifica, infatti, sanno gestire situazioni mentalmente più complesse e stressanti. Sono giocatori che solitamente sono più consapevoli delle proprie qualità dal punto di vista, fisico, tecnico e mentale e hanno la capacità di tirare fuori il meglio proprio nelle situazioni più critiche. Pertanto, la capacità di gestire efficacemente lo stato emotivo in un punto decisivo (soprattutto paura di perdere, paura di vincere) fa la differenza!
Quindi dal punto di vista mentale/emotivo chi dovrebbe essere scelto per rispondere durante il punto de oro?
Meglio chi normalmente si dice abbia più “sangue freddo”. Il compagno che riesce a gestire con calma momenti di stress senza lasciarsi sopraffare dall’ansia (ma a volte anche dall’euforia) è quello che potenzialmente ha più possibilità di portare a casa il punto de oro. Questo perché è dimostrato che livelli eccessivi di ansia sono associati a una maggiore tensione e affaticamento muscolare, diminuzione dell’attenzione, interruzione della concentrazione, e a una riduzione generale dell’efficienza dell’elaborazione cognitiva. Un’appropriata autoregolamentazione dell’ansia consente agli atleti di avere più facilmente esperienze di peak performance come il flow (o trance agonistica, lo stato di flow è un’esperienza ottimale, uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività).
Quale altro aspetto può essere valutato?
Sarebbe opportuno anche considerare l’andamento del gioco durante la partita; se uno dei due sta giocando molto bene, regolare, con pochi errori, quella di fargli giocare il punto importante potrebbe essere una buona scelta. È essenziale che la scelta avvenga in accordo nella coppia e sulla base di una fiducia reciproca.
Come creare fiducia nella coppia?
Un aspetto a volte sottovalutato e tuttavia molto importante è la comunicazione: il dialogo, la condivisione e il confronto aiutano a comprendersi meglio. Se tra i due compagni non ci sono equilibrio, empatia, scambio e supporto, nel tempo si possono creare dei malintesi. Spesso in una coppia c’è chi è più proattivo e chi più passivo, chi è più responsabile e chi meno, per cui può accadere che ci sia uno che sceglie per entrambi. Alla lunga questa modalità potrebbe suscitare malcontento, frustrazione e risentimento che potrebbero riflettersi anche nel gioco.
La mancanza di intesa, di feeling nella scelta di giocare alcune palle dove entrambi possono intervenire, o di confronto sulle strategie di gioco o sullo stabilire un obiettivo comune, o ancora avere atteggiamenti che possano disturbare o infastidire il proprio compagno (che usa toni sbagliati criticando negativamente piuttosto che dare supporto o che non mette a proprio agio, che parla troppo o troppo poco), può portare ad una prestazione più scadente, e anche meno divertente. Per cui l’attenzione è fondamentale e va rivolta non solo a se stessi, come negli sport individuali, ma anche al partner di gioco. Come in una qualsiasi coppia, trovare la giusta chimica è essenziale. L’affiatamento poi si crea nel tempo, ma è necessario lavorarci insieme.
Per concludere, nel padel – come in altri sport – l’aspetto mentale gioca un ruolo fondamentale. Per diventare un buon giocatore bisogna saper preparare una partita oltre che fisicamente e tecnicamente, anche mentalmente. Imparare a gestire i propri stati d’animo, soprattutto nelle situazioni più difficili, saper comunicare, condividere ed interagire in modo costruttivo sono tutte condizioni fondamentali per giocare una prestazione ottimale.
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