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La Mental Coach

Nella mente dei campioni: in campo con Erika Zanchetta

La mental coach Jessica Celestre intervista la giocatrice romana della nazionale italiana

Erika Zanchetta, fra le migliori giocatrici d’Italia, reduce dal terzo posto con la Nazionale italiana ai recenti Mondiali in Qatar. Con lei affronteremo il tema della motivazione, solo una delle tante aree su cui lavoro come mental coach. La motivazione influisce molto sull’impegno che mettiamo per raggiungere i nostri obiettivi e sulla capacità di essere resilienti di fronte agli errori e alle difficoltà. Andiamo a scoprire con Erika qualche curiosità rispetto al suo approccio al padel.

Chi è dal punto di vista sportivo Erika Zanchetta?
Da sempre una sportiva, anche se il modo in cui mi sono approcciata allo sport negli anni è un po’ cambiato. Ho sempre praticato attività sportiva sin da piccola, mi appassionava qualsiasi sport. Ho iniziato con il tennis, che mi è piaciuto sin dal primo istante. Da piccola credevo che fosse quello il mio futuro, che avrebbe potuto diventare la mia professione. Poi arrivata ad un buon livello in campo internazionale, ho dovuto scegliere se continuare l’attività professionistica o trovare altre strade. Ed ho deciso di fare la maestra di tennis. Poi ho scoperto il padel: ho iniziato così per divertimento, non più con quelle ambizioni eccessive, ora gioco senza pressioni, per il puro piacere di giocare.

Quanto è importante secondo te nel padel l’aspetto mentale rispetto a quello fisico e tecnico/tattico?
Secondo me le percentuali cambiano in base al livello di gioco. Se ti scontri con avversari che sono ad un livello tecnico/tattico inferiore, ti puoi concedere qualche distrazione e la parte mentale è meno importante rispetto alle altre aree. Invece, quando il livello tecnico/tattico è alla pari allora la componente mentale può fare la differenza, incide fortemente sul risultato, ti direi un buon 60%.

Quale consideri dal punto di vista mentale la tua migliore qualità e perché?

Credo sia la costanza nel mantenere la concentrazione durante la partita. Sono abbastanza stabile, sia durante un match che in merito alle mie prestazioni, senza picchi tra prestazioni positive e negative. Non mi scoraggio nei momenti di difficoltà e riesco ad avere un buon autocontrollo, penso sia questo che mi fa mantenere la prestazione così costante senza alti e bassi. La stabilità l’ho imparata sul campo e mi rendo conto che mi è utile anche fuori, nella vita quotidiana. Come si dice, il campo è una palestra di vita!

Qual è invece l’aspetto che in campo ti piacerebbe migliorare?
Visto che sono passata dal tennis, che è uno sport individuale, al padel, che è uno sport di squadra, vorrei riuscire a comprendere meglio le dinamiche di coppia. Il primo step che ho dovuto superare è stato quello di accettare che qualcuno potesse giocare con me una partita. Ovviamente, rispetto agli inizi sono molto migliorata. Quello che mi
piacerebbe oggi è sentire meno il peso delle responsabilità (dell’errore, del risultato); a volte non mi sento libera di giocare, mi trattengo e non riesco ad esprimere il mio gioco migliore, soprattutto quando mi trovo a giocare con una compagna le prime volte. Quando ero sola non dovevo preoccuparmi se sbagliavo, se perdevo… giocavo serena.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi, sia di risultato che di prestazione?
Il prossimo anno mi piacerebbe competere a livello internazionale, vorrei iniziare a fare qualche torneo WPT per sperimentarmi e confrontarmi con un livello diverso da quello affrontato fino ad ora. Dal punto di vista tattico mi sto impegnando molto a migliorare il gioco, mentre sotto il profilo tecnico trovo molto stimolante allenarmi su alcuni colpi che sento ancora di dover perfezionare. Anche attraverso l’insegnamento imparo molto, scopro sempre cose nuove e questo mi motiva moltissimo per continuare in questa direzione.

Qual è la leva più potente che ti motiva a raggiungere sempre nuovi traguardi?
La competizione. Il piacere della competizione per raggiungere livelli sempre più alti.

Tu sei anche una maestra: come motivi i tuoi allievi?
Io insegno ai bambini molto piccoli e agli adulti. Con i bambini mi diverto moltissimo e cerco allo stesso tempo di farli divertire, faccio un po’ il giullare di corte e mi piace condividere con loro la parte più ludica e giocosa. Gli adulti sono già molto motivati quando arrivano da me, per cui cerco di comprendere i loro obiettivi e da lì lavoriamo insieme per trovare nuove soluzioni… li aiuto a migliorare. In questo momento non alleno under perché mi rendo conto che forse non avrei la forza di motivare un ragazzo che vuole diventare un professionista, sento che queste energie sono rivolte ancora verso me stessa, sento che è come se non avessi mai smesso.


Abbiamo parlato di qualità del singolo giocatore, ma sappiamo che il padel è uno sport di coppia. Quali sono secondo te gli elementi che rendono una coppia vincente?

La volontà di giocare e divertirsi insieme e la capacità di restare uniti in qualsiasi momento della partita. A volte succede, nei momenti di difficoltà, che una va da una parte e una dall’altra, e questo a mio avviso non fa che amplificare il problema ai fini del gioco.


Quali caratteristiche è importante che abbia la tua compagna ideale?
Non deve essere una persona nervosa, che mi trasmette ansia, preferisco una persona calma, tranquilla, per il resto può fare tutto quello che vuole. Io ho cambiato spesso compagna: può capitare nel tempo di non trovarsi più in sintonia come all’inizio e allora si cambia. Io ho giocato inizialmente con Emily Stellato, poi con Giorgia Marchetti, ora con Martina Parmigiani, con cui mi trovo molto bene c’è un buon feeling.

Quali sono per te le tre giocatrici italiane più forti mentalmente e perché?
Eh questa non è facile… Al primo posto: Giulia Sussarello, perché riesce sempre a dare e fare il massimo in qualsiasi
situazione, sta sempre sul pezzo e non si perde mai d’animo. Poi, Giorgia Marchetti, perché sa stare in campo, ha un buon atteggiamento è positiva ed ottimista. Quindi, Roberta Vinci, perché… ha battuto Serena Williams e quindi può fare qualsiasi cosa!

ECCO IL CONSIGLIO DELLA MENTALE COACH JESSICA CELESTRE:

  • L’intensità: quanta energia investi nel raggiungimento dei tuoi obiettivi?
  • La direzione: definisci in modo specifico tre obiettivi, uno a breve, uno a medio e uno
    lungo termine
  • Il modo: come affronti gli ostacoli che si inseriscono tra la spinta e l’obiettivo?
  • Il riconoscimento: cosa ti concedi al raggiungimento dell’obiettivo?

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