Connect with us

Padel Inside

Premier Padel 2026: il “Punto de Oro” torna sul tavolo?

Tra i temi discussi dagli Steering Committees alle Finals c’è la revisione del sistema di punteggio. Le esigenze televisive potrebbero riportare in auge il “Killer Point”, ma cosa ne pensano i giocatori?

Punto del Oro premier padel

BARCELLONA – C’è un fantasma che si aggira per il Palau Sant Jordi, e non è quello del vecchio World Padel Tour, ma di una delle sue regole più discusse: il Punto de Oro.

Mentre Coello, Tapia, Triay e Brea danno spettacolo in campo, nei corridoi decisionali si sta giocando una partita altrettanto importante per il futuro del padel. La recente riunione degli Steering Committees di Premier Padel, tenutasi proprio a Barcellona, ha messo nero su bianco che tra i temi caldi per il 2026 c’è il “sistema di punteggio”.

Dietro questa dicitura burocratica potrebbe nascondersi la riforma più impattante (e divisiva) della prossima stagione: l’abbandono dei vantaggi classici (il sistema tennistico dei “vantaggi”) per tornare al punto secco sul 40-40.

Perché se ne parla ora? La dittatura della TV

Quando il Premier Padel soppiantò il WPT, una delle prime richieste dei giocatori (tramite l’associazione PPA) fu il ritorno ai vantaggi. I puristi esultarono: il gioco diventava più giusto, premiando chi costruiva meglio il punto e riducendo la componente di “fortuna” o casualità del tutto-o-niente.

Tuttavia, dopo due stagioni complete, è emerso un problema strutturale: la durata dei match. Con il livello medio che si alza vertiginosamente e le superfici che tendono a rallentare, le partite con i vantaggi si allungano a dismisura. Incontri di 3 ore non sono rari.

Per i broadcaster (le TV che pagano i diritti), questo è un incubo logistico. Programmare un palinsesto diventa impossibile, le finali finiscono a notte fonda e il pubblico generalista rischia di annoiarsi. Il “Punto de Oro”, che limita la durata dei game, garantisce tempi più televisivi e un ritmo più frenetico.

I “rumors” da Barcellona

Nel comunicato ufficiale della riunione di giovedì, si legge esplicitamente che si è discusso di “regolamenti delle competizioni” e “crescita commerciale ed espansione delle trasmissioni”. Collegare i puntini è facile: per vendere meglio il prodotto alle TV globali (specialmente negli USA, nuovo mercato target), serve un prodotto più “snello”.

Alcuni insider suggeriscono che una possibile mediazione potrebbe essere una soluzione ibrida, già ventilata in passato in altri sport di racchetta:

  1. Vantaggi solo nei Major: Mantenere la tradizione nei tornei più importanti (come accade nel tennis per i set lunghi).
  2. Punto de Oro nei P1 e P2: Velocizzare i tornei di categoria “inferiore” per agevolare le TV.

La posizione dei giocatori

Qui sta il vero nodo. I top player, da Galán a Lebrón, si sono sempre schierati apertamente contro il Punto de Oro, definendolo antisportivo e troppo aleatorio. Tuttavia, l’apertura del dialogo con gli Steering Committees (dove i giocatori hanno rappresentanti diretti) suggerisce che l’argomento non sia più un tabù assoluto, specialmente se in cambio dovessero arrivare garanzie su calendari meno fitti o prize money più alti.

Il verdetto è atteso a breve: le nuove regole per il 2026 potrebbero cambiare volto al padel professionistico ancora una volta. Spettacolo televisivo o purezza sportiva? Il “Golden Point” è pronto a dividere di nuovo gli appassionati.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PADELWEEKLY

Da Leggere

More in Padel Inside