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Dalle Regioni

Padel Tour Piemonte-Valle d’Aosta, circuito con 500 partecipanti

Al Motovelodromo “Fausto Coppi” di Torino si è disputato il Master finale del circuito. Nell’Open si sono imposte le due coppie teste di serie numero uno, Licciardi-Lopez Algarra nel maschile e Campigotto-Leo nel femminile

Una sede nuova di zecca, per la prima edizione di un appuntamento che si propone di diventare un classico nel panorama padelistico piemontese. Presso il Motovelodromo “Fausto Coppi” di Torino, attualmente sottoposto a recupero per tornare agli antichi splendori del secolo scorso, si è disputato il Master del circuito regionale Padel Tour Piemonte e Valle d’Aosta. Lo riporta il sito federtennis.it, in un articolo firmato da Raffaele Viglione.

Dopo le otto tappe sparse per le due regioni, e ospitate dal Gonetta Go di San Carlo Canavese (Torino), il Centro Sportivo Ruffini di Torino, il Bel Air Sport di Gressan (Aosta), il Tennis e Padel Club Alba di Diano d’Alba (Cuneo), l’Asti Padel, lo Sporting Friends di Rivoli (Torino), il Monviso Sporting Club di Grugliasco (Toorino) e il K-Padel&Tennis di Novara, sono stati i campi di corso Casale a ospitare i qualificati delle tre categorie maschili e femminili.

Nell’Open hanno rispettato i pronostici Simone Licciardi (1.1) e il messicano d’Italia Mauricio Lopez Algarra (2.1), che in finale hanno superato con il punteggio di 6-1 7-6 i secondi favoriti del seeding Gianluca Angilella (1.1) e Stefano Reitano (3.2), quest’ultimo abituato ai tornei internazionali di tennis e occasionalmente prestato al padel. Nel femminile, invece, la coppia vincitrice dei recenti assoluti piemontesi indoor si è confermata più forte delle avversarie: Francesca Campigotto (1.1) e Marianna Leo (2.3) hanno concesso un solo game (6-1 6-0) a Carlotta Colombo e Chiara Sangiorgio, entrambe con classifica 2.2.

Nel torneo di quarta categoria successo per Daniela Tomaino e Gabriella Ferdinanda Viarengo, già ripetutamente protagoniste nel circuito FITPRA, mentre nel maschile si sono imposti Ivens Matera e Fabio Vaccari, al termine di una vera e propria battaglia contro Giacomo Frigerio e Lorenzo Romano. Il tabellone di terza categoria, invece, se lo sono aggiudicato Marcella Gaetano e Emanuela Castino, mentre tra i maschi si sono imposti Lorenzo Ciervo e Felipe Esteban Zambrano Quezada.

Manuela Savini, organizzatrice del circuito e componente del Comitato di Fit Piemonte tira le somme dell’evento al suo esordio nel panorama regionale. “I numeri – spiega – hanno parlato chiaro: più di 500 partecipanti nelle otto 8 tappe previste stanno a significare che la formula è piaciuta. Abbiamo organizzato i tornei con tabelloni di quarta, terza e Open e da parte dei giocatori è già stata avanzata la richiesta di poter partecipare al circuito anche nel 2022”.

Questo Padel Tour di Piemonte e Valle d’Aosta – ha detto ancora l’organizzatrice, nonché ottima giocatrice di padel (è classificata 2.1 in Italia) – si è sviluppato in soli sei mesi, mentre il prossimo anno avremo più tempo a disposizione per organizzare il tutto, per cui cercheremo di fare ancora meglio. In particolare, il mio impegno sarà volto anche a cercare un maggior coinvolgimento delle donne. Da questa prima edizione mi sento di dire che si vede che c’è sempre più voglia di padel: partiremo da questa constatazione per costruire un circuito ancora più apprezzato e che possa contribuire a far crescere il movimento in Piemonte.

Proprio a tal riguardo il piemontese Pierangelo Frigerio, consigliere nazionale Fit che segue da vicino l’evoluzione dello sport della pala in Italia, fornisce qualche dato che dà la misura dello stato di salute del movimento. “Nell’ultimo anno – ha detto – il padel è cresciuto in maniera esponenziale anche in Piemonte, dove siamo passati da 700-800 tesserati nel 2020 a 7.000 nel 2021, con circa 300 campi. Nella nostra regione i circoli sono 264, di cui 131 con campi da padel. Significa che in metà dei circoli piemontesi già si pratica il padel, un dato in linea con quello nazionale, con 1.700 strutture su 3.500 totali”.

Fabrizio Rostagno, amministratore delegato della “benefit company” che gestirà il Motovelodromo spiega così il progetto che riguarda il bene tutelato dal Ministero dei Beni Culturali, inaugurato nel 1920: “Intendiamo recuperare questo spazio e riportarlo alla sua funzione sportiva originaria. Una volta terminati i lavori, il motovelodromo sarà sede di 14 discipline sportive, ma la nostra scelta è stata di iniziare le attività sportive fin da subito. Così, appena realizzati i campi da padel e da beach volley li abbiamo messi a disposizione di chi pratica questi sport. L’idea è di gestire il cantiere che prosegue, mentre l’attività sportiva è già attiva, facendo in modo che essa sia sempre più prevalente rispetto ai lavori. In un simile intervento di rigenerazione urbana e di riqualificazione la possibilità di inserire il padel è importante, perché ci permette di avere flussi di utenti tali da contribuire a sostenere i lavori di recupero del complesso”.

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