Padel indoor solo per atleti agonisti: la sentenza del TAR
La richiesta di sospensiva del provvedimento che vieta ai non agonisti di giocare nei palloni pressostatici è stata rigettata dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio
L’impegno a favore dell’intero movimento messo sul piatto da una trentina di circoli della Lombardia e del Nord Italia rimane, ma il TAR del Lazio ha detto “no”. La richiesta di sospensiva del provvedimento che vieta ai non agonisti di giocare nei palloni pressostatici è stata rigettata, coi giudici che dopo l’udienza del 10 febbraio scorso hanno confermato le linee guida dell’ultimo DPCM.
In particolare, la richiesta di circoli e società sportive era che i palloni pressostatici non venissero assimilati a veri e propri locali al chiuso, in quanto – studi alla mano – è sempre garantito un adeguato ricambio d’aria e le grandi distanze rendono prossimo allo zero il rischio di contagio. Ma la richiesta è stata respinta senza nuove motivazioni, e solo richiamando la sezione delle Faq pubblicate sul sito del Governo.
Per i club lombardi, che puntavano a un alleggerimento delle limitazioni, il rigetto del ricorso rappresenta un duro colpo: al Nord le temperature non permettono (e sarà così per altre settimane) di giocare all’aperto, ragion per cui ogni attività rimane ancora limitata ai soli giocatori provvisti di tessera agonistica, a patto che questi risultino iscritti a una competizione di preminente interesse nazionale.
Per tutti gli altri, invece, il padel al coperto resta precluso anche se la regione è in zona gialla: dai bambini delle scuole tennis (perchè ovviamente vale anche per il tennis), per i quali la racchetta rappresenta un veicolo di socialità e un modo per fare movimento, agli amatori e agli appassionati di lungo corso.
I circoli promotori dell’iniziativa, fra i quali numerose realtà fra le più prestigiose dell’intero territorio nazionale, hanno già fatto sapere che si riuniranno per definire come procedere in attesa che le bella stagione si palesi e che si possa tornare a giocare anche all’aperto. In gioco c’è anche la sopravvivenza di tante realtà sportive territoriali, oltre ovviamente alla volontà di affermare l’assoluta sicurezza della pratica del tennis e del padel. Un sicurezza già accertata ripetutamente dalla scienza e dai numeri.