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Protagonisti

Lorenzo Di Giovanni: l’outsider diventato subito campione

Giocava a tennis con Enrico Burzi: “Mi diceva sempre di passare al padel, se lo avessi ascoltato prima….”

Un atleta come te come vive questo delicato periodo di emergenza sanitaria? “Un po’ come tutti. Facendo grande attenzione e seguendo tutte le raccomandazioni che arrivano dal governo. Fortunatamente ci permettono di fare allenamento e giocare qualche torneo quindi tutto sommato noi atleti del padel non possiamo lamentarci”.

La prima volta che hai preso in mano una racchetta da padel: quando? Dove? Con chi? Perché? Che emozioni hai vissuto quella volta? “Era il 2018 ed ero a Roma per il corso da maestro di tennis. All’epoca lavoravo con Roberta Vinci che stava concludendo la sua carriera da tennista e aveva già giocato qualche volta a padel, così insieme a due miei compagni di corso organizzammo una partita. Non ci capii granché ma la possibilità di giocare così tante volee e smash e sentire così bene la palla sulla mano mi fece letteralmente innamorare di questo sport”.

Adesso, ogni volta che prendi in mano la racchetta da padel, che emozioni provi? “Più o meno quelle di un bambino che prende un giocattolo per la prima volta. Ovviamente ora è diventata una cosa (quasi) seria ma l’emozione è sempre quella. C’è così tanto da scoprire di questo gioco che ogni volta è un’emozione nuova”.

Chi ti ha fatto scoprire il padel? “A dire la verità ho scoperto il padel tanti anni fa quando vivevo a Bologna e provavo a fare il giocatore di tennis nella vita. Mi allenavo con Enrico Burzi tutte le mattine a tennis e mi ricordo perfettamente che lui provava in tutti i modi a convincermi ad andare a giocare con lui a padel nel pomeriggio. Magari lo avessi ascoltato…”

La tua più grande soddisfazione legata al padel? “Aver raggiunto la finale dei campionati italiani indoor nel 2019. Io e il mio compagno Riccardo Sinicropi eravamo dei veri outsider, non conoscevamo neanche tutti i giocatori e per pochissimo non riuscimmo a conquistare il titolo”.

Di Giovanni e Sinicropi secondi ai campionati italiani 2019

Il compagno più forte col quale hai giocato in coppia? Simone Cremona. Mi chiese di giocare uno slam lo scorso anno all’ultimo momento. Era il mio primo Slam e perdemmo in finale. Con lui di fianco capii l’importanza della difesa. La sua tranquillità nello gestire la fase difensiva mi aveva impressionato. Poi vorrei nominare il mio compagno Riccardo Sinicropi probabilmente il più talentuoso con cui ho la fortuna di dividere il campo in quasi tutti i tornei”.

L’avversario più forte contro il quale hai giocato? “Per ranking devo dire Miguel Solbes uno spagnolo mancino 70 del mondo al quale sentivo di non poter alzare mai il pallonetto che tanto l’avrebbe tirata fuori da ovunque. Ma forse il più forte contro cui ho giocato sulla mia diagonale è Marcelo Capitani. La sua capacità di contrattaccare quasi ogni palla è impressionante e se sbagli qualcosa lui non ti perdona mai”.

Come si sviluppa la tua giornata tipo? “Sono un maestro di tennis per cui passo tante ore in campo ma cerco di allenarmi 3 volte a settimana con Gustavo Spector che mi sta aiutando tantissimo”.

Come sta cambiando il padel in Italia? “Si stanno avvicinando tanti ex tennisti al mondo del padel e probabilmente il gioco si sta velocizzando molto anche per questo. In generale stanno giocando moltissime persone e il livello di conseguenza si sta alzando parecchio. Sicuramente la concorrenza nei prossimi anni sarà molto agguerrita”.

Quanto manca ancora all’Italia per avere suoi giocatori stabilmente nel tabellone del WPT? “Credo che siamo ancora piuttosto lontani. La generazione attuale di giocatori italiani sta facendo il possibile per colmare il gap con gli spagnoli e gli argentini ma le basi per arrivare ad altissimi livelli bisogna metterle quando si è piccoli. Ma chissà spero proprio di sbagliarmi ! E comunque da questo punto di vista le donne italiane sono molto più avanti degli uomini in questo processo”.

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